Vietnam adventure (7 giorni in Vietnam)

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Con un ritardo epocale vi scrivo del mio ultimo viaggio, della mia seconda volta in Asia: Vietnam. E scusate la mia latitanza, ma il tempo passa troppo veloce! 😀

Essendo in Australia con un visto Working Holiday, ho la possibilità di rinnovare l’assicurazione medica uscendo e rientrando dal Paese allo scadere dei primi 6 mesi. Che trovata geniale! Sono stata praticamente costretta a dover viaggiare fuori dall’Australia (che peccato! :D).

Come tutti i viaggi che si rispettano, sono partita senza aver organizzato nulla, prenotando solo la prima notte in albergo e senza soldi, avevo solo dollari australiani in contanti che poi ho potuto tranquillamente cambiare in tutti i punti per turisti disseminati in città (ce ne sono a migliaia!).
Come tutti i viaggi che si rispettano, sono partita con uno zaino in spalla di 8 kg (tantissimo!!!) per non pagare la stiva, e una compagna d’eccezione, la mia Sis Emma.
Come tutti i viaggi che si rispettano, è stato un viaggio a contatto con la natura, immerso nella cultura vietnamita, condito da mille attività all’aria aperta.
Come tutti i viaggi che si rispettano, al ritorno mi sarebbe servita un’altra vacanza per riprendermi. XD

Si può visitare il Vietnam in 7 giorni?
Be’ certo, tutto si può, poi dipende dal vostro itinerario e concetto di viaggio, 7 giorni per noi sono stati abbastanza per visitare ben 4 località! E senza dover correre troppo.

1° giorno, arrivo ad Hanoi:
Siamo partite alle 22 (ora locale) da Melbourne e dopo 13 ore di volo, scalo a Kuala Lumpur, arriviamo alle 15 (ora locale) ad Hanoi, la capitale del Vietnam.
Arrivate, facendoci consigliare dal servizio agenzia viaggi del nostro hotel (hanno questo servizio tutti gli hotel/ostelli), organizziamo tutte le gite e contrattiamo i prezzi.
La sera ceniamo fuori in un ristorante del luogo spendendo pochissimo e avendo un primo assaggio della città che avremmo rivisto l’ultimo giorno.

[Abbiamo viaggiato con la compagnia Air Asia, il viaggio a/r (senza bagaglio e senza cibo) è costato 650$ australiani]

2°/3° giorno, Halong Bay:
Di solito non vado mai con i tour organizzati perchè mi piace cavarmela da sola e perdermi liberamente nei posti. Ma questa volta, avendo a disposizione pochi giorni che sono stati incastrati come tetris, ho fatto un’eccezione e devo dire che non me ne pento. Partenza alle 8 per Halong City, circa 4 ore di viaggio con successivo imbarco su di un piccolo battello per la bellissima baia. Sul battello siamo meno di 20 persone, tutti ragazzi che viaggiavano come noi, più o meno coetani, provenienti da tutto il mondo. Il personale subito ci accoglie con un pranzo a bordo. Poche ore navigando e si apre davanti a noi la meraviglia: migliaia di rocce verde smeraldo disseminate nel mare, inoltre abbiamo avuto la fortuna di avere il cielo sereno che è raro ad Halong Bay.

Arriviamo alle 15 e visitiamo una grotta, poi ci portano con uno scafo in un’altra isola dove, salendo circa millemila gradini, arriviamo in cima fino ad una pagoda da dove si gode di una vista incredibile: colori accecanti, natura, acqua, cielo blu e tante piccole crociere. In quell’isola c’era una piccola spiaggia e quindi un tuffo al mare non ce l’ha tolto nessuno (fantastico visto che noi arrivavamo dall’inverno australiano).

Poco dopo ci invitano a tornare a bordo per una doccia e aperitivo al tramonto. Vedere il tramonto ad Halong Bay è qualcosa di emozionante, il cielo era arancione con il sole che pian piano si nascondeva dietro le montagne fino a scomparire per lasciare spazio alle stelle. La serata la passiamo sul ponte della barca, dondolati dalle onde e accarezzati da una piacevolissima brezza fresca e secca. Ero allungata su di una sdraio a contemplare le luci delle lampare in lontananza, a rilassarmi e a pensare a tutto il mio percorso in Australia che mi ha portato fino a quella magica notte in una crociera ad Halong Bay.

Il giorno dopo sveglia presto e alle 7.30 siamo con le canoe a remare nella baia, il sole già picchia forte e intorno a noi ci sono pescatori e mercanti con le loro bagnarole che cercano di venderci drink e snack.

Più tardi torniamo in coperta per assistere alla lezione di cucina: come si fanno gli involtini di primavera vietnamiti che successivamente ci hanno fritto e servito a pranzo.

E già siamo in viaggio per il ritorno.
Dopo pranzo siamo di nuovo sul ponte a prendere il sole e a non smettere di fare foto a quel paesaggio meraviglioso che non finiva di stupirmi. Dopodichè arriviamo al porto e ripartiamo con il bus per Hanoi, la sera non avremmo dormito, saremmo ripartite con un autobus notturno per Sapa.

[Prezzo tour 2 giorni ad Halong Bay: 60$ americani** compreso viaggio in bus a/r, pensione completa, notte in battello ed attività varie.
**Avremmo dovuto pagare 90$ in realtà ma, avendo avuto un piccolo inconveniente in camera (i letti erano disseminati di cimici e ci hanno fatto dormire in un altro battello) ci hanno rimborsato una parte del tour.]

4°/5° giorno, Sapa:
Eccomi di nuovo a viaggiare su di un “hospital-bus”, così come li avevo rinominati quando ci avevo viaggiato per la prima volta in Cina. Sono degli autobus con dentro, al posto dei sedili, dei mini letto a castello. E a me sembra un ospedale che viaggia! XD

Partenza alle 22 e alle 5 di mattina arriviamo a Sapa. Sapa si trova all’interno del Paese, vicino al confine con la Cina. Vanta tantissime montagne e colline pittoresche, tutte sistemate a terrazza per coltivare il riso. Inoltre è conosciuta per la presenza di moltissime minoranze etniche che, seppur vivendo a pochi chilometri di distanza, hanno culture, lingue e vestiti tradizionali diversi.

Alle 8 viene a prenderci la nostra guida, una simpatica ragazzina di 20 anni dai capelli lunghi e neri e carnagione olivastra. E’ allegra e molto socievole, ci porta a visitare il suo villaggio chiamato Cat Cat, non molto lontano dalla città. Scendendo innumerevoli gradini, costeggiati da bancarelle che vendono souvenir del luogo, arriviamo in una valle con cascata e tante palafitte per poter camminare sul fiume che ne derivava. L’atmosfera è molto remota, intorno a noi il tempo sembra essersi fermato a secoli fa, quando non c’era nemmeno l’elettricità.


Nonostante sia stata una bella escursione immersa nella natura e nella cultura del luogo, Cat Cat mi è sembrato un po’ finto, uno scenario turistico per mostrare come vivono queste popolazioni, ma che autenticamente non è. Sebbene fossi rimasta molto colpita, nulla mi preparava alla sconcertante meraviglia a cui avrei assistito il giorno dopo.

Il pomeriggio era libero allora io ed Emma decidiamo di prendere la funivia e salire sul monte Fan Si Pan, la montagna più alta di tutta l’indocina. E’ inutile cercare di descrivere la meraviglia che si apriva sotto in nostri piedi, volando in quelle valli e colline dai colori gialli e verdi con specchi d’acqua che riflettevano il sole e le nuvole.

Sulla cima della montagna ci sono molti templi buddhisti e, prendendo una funicolare, si può arrivare proprio sulla punta della montagna a 3143 metri di altezza. Oppure si possono fare 800 gradini e più e arrivarci a piedi. Indovinate quale opzione ho scelto…

Mi sentivo letteralmente le anche consumare nella mia scalata alla conquista della cima, ma non mi sarei fermata. Arrivata al top, gremito di furboni che avevano preso la funicolare, rimango in silenzio a guardare il paesaggio. Sarà stata la luce del sole che si preparava a tramontare, le nuvole e la nebbia che creavano una sorta di aura intorno alle montagne, ma penso che sia stata la prima volta che mi sia emozionata davvero a vedere un luogo (e devo dire che ne ho visti molti). E li che ho riassunto e compreso il senso della mia avventura in Australia con la banalissima e conosciutissima frase “la salita è dura ma quando arrivi in cima il panorama è fantastico”, ma quanto è vero, tra l’altro proprio ora che le cose iniziava a quadrare per davvero.

Il giorno dopo ci aspettavano 12 chilometri di trekking in mezzo alle risaie vietnamite, sotto il sole cocente di fine maggio che quasi bruciava le coltivazioni in attesa impaziente dell’imminente stagione delle piogge. Viene un’altra ragazza a prenderci, lei ha 21 anni, i capelli lunghissimi e lisci, le chiediamo come fa ad averli così belli. E lei invece è invidiosa dei nostri capelli ricci e crespi, mossi e gonfi di viaggio, perchè per lei sarebbe impossibile farli così.

Camminiamo e chiacchieriamo, ci racconta che per la sua cultura se si tagliasse i capelli qualcosa di brutto potrebbe capitarle e se li tingesse verrebbe rinnegata dalla gente del suo villaggio. Prendiamo un sentiero inesistente in mezzo ai campi, arrampicandoci per le risaie, stando in equilibrio sul fango scivoloso, saltando da roccia a roccia per superare i ruscelli.

Intorno a noi ci sono bimbi sporchi e mezzi nudi che timidamente ci salutano, donne, anche anziane, che coltivano il riso… Lei ci racconta che vive con i suoceri e i cognati, nella stessa casa che divide con suo marito e i suoi due bambini. Raccoglie il riso nella terrazza accanto casa sua e, per mantenere i figli, a volte fa qualche extra come guida turistica. Intanto c’è una bambina di 8 anni a tenermi la mano quando il percorso diventa più impervio, lei invece salta e corre per quelle terre in modo del tutto naturale.

Intorno a noi onde e curve che caratterizzano le colline coltivate, i colori sono forti e sgarcianti e poi il silenzio assoluto spezzato dalle nostre voci, il grido degli uccelli, il sibilare dell’acqua. Meraviglia ovunque, rimango senza parole e capisco questa gente che vive con poco lontano dalla frenesia delle città moderne, che è serena ed accogliente nonostante la speculazione del turismo nelle loro terre.

Sono amante del mare ed Halong Bay mi ha affascinata ma mai mi sarei immaginata come mi sarebbe rimasta impressa la bellezza di queste montagne.
Nel pomeriggio ci riaccompagnano in città per riprendere “l’hospital-bus” e tornare ad Hanoi.

[Prezzo tour 2 giorni a Sapa compreso viaggio a/r, una notte in hotel, colazione e cena compresa e 2 trekking: 60$ americani]

6° giorno, Tam Coc:
La mattina presto si riparte per Tam Coc. Dicono che Tam Coc sia una sorta di Halong Bay della terra ferma. Ed è vero, al posto del mare c’è una distesa sconfinata di campi di riso di colore giallo che contrastano con il verde scuro e marrone dei picchi di rocce che si affacciano sul fiume Ngo Dong.

Ci portano a fare un’escursione in bicicletta e poi un giro in barca entrando nelle basse e buie grotte dove si deve far attenzione a non sbattere la testa sugli stalattiti e a non svegliare i pipistrelli che dormono a testa in giù. I pescatori di Tam Coc hanno una particolarità: remano le loro barche con i piedi, è qualcosa di incredibile!

[Prezzo tour compreso di pick up in hotel, viaggio, pranzo a/r, escursione in bici e barca: 20$ americani]

7°/8° giorno, Hanoi:
Gli ultimi due giorni li abbiamo passati nella capitale a fare i rituali giri turistici tra souvenir, cartoline e visite ai luoghi di interesse.
L’Old Quarter è il cuore della città antica, le strade sono disseminate di botteghe che sbandierano le loro merci in mezzo alla strada come se i marciapiedi fossero le loro vetrine. Ogni via ha il nome di un antico mestiere o arte e infatti le strade sono divise per categoria: la via dei ferramenta, la via dei falegnami, la via dei tessitori, persino la via degli scultori di lapidi, ecc.

Alla sera i marciapiedi si trasformano in bettole per mangiare: tavolini e sedioline, barbaque e cesti con del cibo di dubbia provenienza, l’odore di fritto e carne alla brace è forte nelle strade. Non c’è spazio per camminare sui marciapiedi con tutto quel disordine di gente rilassata a bere tè e mangiare pho bo, inoltre le strade sono un casino di motorini che devono passare a tutti i costi, senza dare la precedenza a nessuno, nemmeno se sei pedone. Il clacson diventa un’arma indispensabile per farsi vedere e valere. E’ un rumore continuo che avevo già conosciuto in luoghi simili in Cina e che sempre mi affascina e mi lascia incantata.

Visitiamo il lago Ho Hoan dove ci sono un tempio raggiungibile con ponte e un’isoletta con un piccolo tempio. Poi ci perdiamo per il museo delle letteratura e infine visitiamo la famosa pagoda che si regge su di un solo pilastro. E ovviamente proviamo il famoso caffè all’uovo in un tradizionale caffè della città che trovare è stato abbastanza difficile perchè bisogna entrare prima in un negozio di abbigliamento che ti porta ad un tunnel fino a questa splendida struttura con terrazze con vista lago.

Il tutto spostandoci in 3 sul motorino senza casco o su risciò trainati da uomini per pochi Vietnam dong.
Dopo una settimana tra visite, trekking, canoa e scalate io ed Emma decidiamo di farci coccolare in una Spa con un massaggio rigenerante di un’ora total body.
La sera ceniamo in un rooftop con vista lago con barbeque fai da te e la mattina la dedichiamo ad un ultimo giro per la città, nel pomeriggio già ci attendeva l’aereo per tornare a Melbourne.

[Alcuni riferimenti e prezzi:
-albergo a cui ci siamo appoggiate tutte le notti ad Hanoi e che ci ha organizzato i viaggi: My Hang (12$ americani a notte)
-Spa: Hanoi Marguerite Spa (12$ americani per massaggio).
-Il caffè: Café Pho Cò (Tai 11, Hang Gai)]

Il bello di tornare a Melbourne è stato avere la sensazione che il viaggio non fosse finito ma solo cambiato perchè vivere a Melbourne è come viaggiare tutti i giorni. 🙂

Spero che questo tuffo in Vietnam vi sia piaciuto e magari vi può essere utile ad ispirare un vostro futuro viaggio.

Alla prossima!

 

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