Mescoliamoci (e magari capiamoci)!

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L’aspetto che più adoro di questa città è la multiculturalità. Passeggiando per le immense vie di Melbourne si possono osservare persone di tutti i colori e di tutte le etnie, con i loro abiti tradizionali o con uno stile casual più moderno. Ci sono i cinesi o in più generale gli asiatici che vanno in giro sempre in grandi gruppi tutti insieme, indiani, europei, ragazze col velo, uomini con barba e turbante, donne somale dagli abiti colorati, molti sudamericani, gente nera, gente bianca, gente gialla, gente blu… E’ un mix infinito di persone provenienti da qualsiasi parte del mondo, anche dal più lontano e disperso luogo che non avrei mai potuto immaginare. E la domanda “Di dove sei?” è la prima domanda che si fa dopo essersi presentati, mentre la seconda domanda è (se qualcuno è di qui): “Che background ha la tua famiglia?”, o (se non è di qui): “Da quanto tempo sei in Australia?”. Gente di passaggio, gente che viaggia, che lavorare e vive qui da anni, le storie sono tante.

 

E ognuno ha un suo accento, parla un inglese diverso che a volte si fa fatica a capire al primo tentativo e chiedere “Scusa, puoi ripetere?” è davvero normale, siamo tutti abituati ad essere internazionali, ad avere relazioni con persone con un livello dal basso al fluente di inglese. E la cosa che mi lascia affascinata è la pazienza che questa gente mette nel parlare e farsi capire, la gentilezza nel ripetere e spiegare un concetto che non si capisce alla prima, perchè è normale e loro ci sono abituati. Be’ ovviamente non tutti, gli stupidi esistono dappertutto, ci sono anche i ragazzetti gradassi che ridono per il tuo accento o perchè non hai capito. Anche se la maggior parte della gente mi dice “Oh bellissimo accento, di dove sei?”. Anzi loro hanno un modo diverso di chiederti la provenienza, non chiedono da dove vieni TU ma da dove viene il TUO accento. Io mi rendo conto di non avere una buona pronuncia ma c’è stato anche chi mi ha detto che non devo vergognarmi anzi devo essere orgogliosa del mio modo di parlare perchè dà una nota interessante alla mia persona. Nel mio primo giorno in Australia ricordo mi disse la prima persona che mi ha accolto (che è polacca) di non sentirmi assolutamente in imbarazzo a chiedere di ripetere una frase, qui siamo tutti internazionali, per tutti l’inglese è la seconda (se non terza) lingua parlata, quindi è del tutto normale.

 

Poi ci sono anche situazioni imbarazzanti e/o divertenti quando si capisce una cosa per un’altra, quando davvero si fa fatica a tradursi nella propria mente la frase appesa sentita e ti chiedi “Sono io che non capisco o è lui/lei che parla strano?”. E mi viene alla mente una barzelletta che mi diceva mio padre, quando ero piccola, su una conversazione tra due sordi che si dicevano più o meno questo: “Vai a caccia?”, “No, vado a caccia.”, “Ah, pensavo andassi a caccia!”, perchè a volte la situazione è molto simile. 😀
L’altro lato della medaglia è che quando sono in compagnia di sia italiani che di stranieri posso usare l’italiano per ritagliarmi due minuti di privacy, è come chiudersi in una camera apparte e parlare senza essere ascoltati da nessuno (anche se un uso prolungato della propria madrelingua in compagnia di persone che non la parlano è segno di maleducazione).

Comunque, superato il blocco dell’inglese, basta solo lasciarsi andare e mescolarsi tra le persone, in cambio ti ritroverai come me ad aver conosciuto, oltrechè italiani, anche spagnoli, colombiani, indiani, pakistani, greci, tailandesi, australiani, coreani, cinesi, argentini, russi, armeni, francesi, brasiliani, ucraini, bulgari, tedeschi, americani e polacchi. Chissà quanti ancora ne conoscerò e quindi… Mescoliamoci!

 

Piccolo edit aggiunto in grassetto 😀

 

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